Giornata Mondiale contro il Lavoro Minorile

La storia di Wakeel

Wakeel, 10 anni, lavora come lustrascarpe tra le stradine del mercato di Herat, in Afghanistan. Ormai conosce a memoria questo posto, perché sono due anni che svolge questa attività 11 ore al giorno, senza mai essere andato a scuola. Ogni giorno si alza presto con i suoi due fratelli, beve un sorso di tè, mangia un boccone di pane e si immerge nel trambusto della città. Sanno bene che se non lavorano, la famiglia morirà di fame.

Due anni fa, Wakeel e la sua famiglia si sono trasferiti dalla provincia rurale di Badghis a Herat, per cercar fortuna e scappare dalla fame e povertà. Arrivata in città, la famiglia sperava di trovare lavoro facilmente, ma così non è stato, e il bisogno di procurare cibo ha spinto i bambini a lavorare nelle strade. In una giornata buona di lavoro Wakeel guadagna 100 Afghani, che corrispondono a poco più di un dollaro. “Ho iniziato quando avevo 8 anni. Mio padre era malato e non poteva lavorare quindi io e i miei fratelli dovevamo guadagnare per comprare cibo” racconta il bambino. La fame però lo colpisce ogni giorno e Wakeel lavora per lo più a stomaco vuoto.

Questa situazione fa soffrire molto i genitori. “Sono molto preoccupata per il futuro dei miei figli, soprattutto perché non sono mai andati a scuola” afferma la madre. Inoltre, non sa quello che potrebbe succedere ai figli tra le strade della città e teme incidenti o rapimenti di minori, fenomeni che si sono accentuati fortemente a causa della povertà dilagante. Shafiqa lavora saltuariamente come cuoca e addetta alle pulizie. Sogna di avere un lavoro fisso, ma le opportunità sono davvero poche e il mercato è completamente saturo.

Il lavoro minorile è molto diffuso in Afghanistan. Si stima che solo nella capitale Kabul siano 60,000 i bambini che ogni giorno lavorano per le strade. Con il cambio di regime dell’agosto 2021, l’economia afgana è vicina al punto di un crollo totale: 9 milioni di persone sono a un passo dalla fame e non hanno accesso a un’adeguata alimentazione, il sistema bancario del paese è collassato e i prezzi si sono alzati, miliardi di fondi privati sono congelati nelle banche americane, e ciò impedisce alle persone di accedere ai propri risparmi. Wakeel non ha soldi da parte e in una giornata di lavoro cattiva, rischia di non guadagnare nulla, perché molti non possono permettersi di spendere nemmeno i 20 Afghani (0,23 dollari) per farsi pulire le scarpe.

Di recente, la situazione sembra aver preso una direzione migliore per le famiglie di Herat. Infatti, World Vision è presente nella città da oltre 20 anni e si impegna a sconfiggere il fenomeno dei bambini lavoratori come Wakeel. In particolare, ha creato il primo centro in cui vengono garantite cure mediche, cibo, educazione scolastica e protezione ai bambini dai 6 ai 12 anni. Il progetto di World Vision punta ad aiutare, proteggere e fornire nuove opportunità ai bambini di strada, e allo stesso tempo a diffondere consapevolezza sui diritti dei bambini ed eliminare le cause profonde dell’abbandono dei minori.

L’emergenza in Afghanistan ha raggiunto un nuovo picco e noi di World Vision lavoriamo ogni giorno per rispondere alla crisi umanitaria che sta affrontando il paese, sia nell’immediato che nel lungo termine. Negli ultimi 6 mesi, abbiamo raggiunto oltre 1 milione di persone, inclusi bambini, garantendo loro cibo, cure mediche e supporto economico. Vogliamo che i bambini come Wakeel siano liberi di crescere senza il peso di grosse responsabilità e godano di un futuro favorevole grazie all’educazione scolastica e l’amore delle persone che li circondano.

Wakeel è triste di non poter andare a scuola come fanno i suoi coetanei. Vedere gli altri bambini nelle loro uniformi, con i libri in mano e gli zaini in spalla lo fa stare male. Vorrebbe unirsi a loro, ma sa bene che la sua famiglia potrebbe soffrire la fame se lui e i suoi fratelli non lavorano. Frequentare il centro di World Vision gli ha dato speranza e nuova prospettiva per il futuro.

Unisciti a World Vision nella lotta contro il lavoro minorile.