Un incontro nel cuore dell'Africa

Salvatore ha fatto visita ad Amikiya, il bambino che sostiene a distanza in Ghana. Salvatore è venuto a trovarci nei nostri uffici a Roma, di ritorno dal suo viaggio e gli abbiamo chiesto di raccontarci questa esperienza indimenticabile.

Sono partito dalla Sardegna. Ho affrontato un lungo viaggio in aereo fino all’aeroporto di Accra, dove mi attendeva per darmi il benvenuto William Nyonyo dello staff di World Vision Ghana. Il giorno successivo avrei dovuto proseguire il mio itinerario con un altro volo aereo fino a Tamale, per poi raggiungere il villaggio dove vive Amikiya, nell’area di Kassena Nankana a nord del paese. Purtroppo, a causa di un incendio scoppiato nei pressi di Accra, tutti i voli erano stati cancellati. Ma non mi sono perso d’animo e ho deciso di affrontare in fuoristrada gli oltre 800 km che separano Accra dal villaggio di Amikiya. Verso mezzogiorno del giorno successivo, insieme allo staff di World Vision, sono finalmente arrivato nell’area di Kassena Nankana.

 

Non potrò mai dimenticare l’accoglienza che mi hanno riservato tutte le famiglie del villaggio. È stato davvero emozionante. Al mio arrivo i bambini mi sono corsi incontro e mi hanno festeggiato, tutti stretti in cerchio attorno a me, incuriositi dalla mia presenza insolita per loro. George, l’autista di World Vision che mi ha accompagnato durante il viaggio, mi ha chiesto se vedevo Amikiya, che però si era nascosto timidamente tra gli altri bambini. Non appena ha fatto capolino tra i tanti bambini, ho riconosciuto i suoi occhi vispi e il suo sorriso, che fino allora avevo solo visto in foto. Che gioia poterlo abbracciare, mi sono commosso in un modo che non riesco neanche a descrivere. Il padre di Amikiya, le due sorelle gemelle più grandi, il fratellino e anche il suo miglior amico Elias mi hanno abbracciato e stretto la mano a loro volta.

 

Avevo portato dei doni per tutti e la loro gioia è stata così grande quando ho aperto la mia “valigia rossa magica” piena dei regali! Regali che potranno condividere anche con gli altri bambini. Nel villaggio ho visto la scuola che frequenta Amikiya e i pozzi realizzati da World Vision, che permettono alle famiglie di attingere acqua potabile. Mi hanno raccontato che, prima dell’arrivo di World Vision, i bambini dovevano camminare per chilometri per raccogliere un po’ d’acqua. Amikiya, le sue sorelle e gli altri bambini della comunità ora possono bere acqua pulita e sono in buona salute. Sono contento di sapere che tutto questo è stato possibile anche grazie al mio contributo. Amikiya stringe forte tra le mani il pallone che gli ho regalato e mi sorride. Non potrò mai dimenticare questo incontro.