Spose bambine: vittime di povertà e cambiamenti climatici

In Bangladesh il 66 % delle ragazze si sposa prima dei 18 anni e più del 30 % prima dei 15 anni. Negli ultimi tempi il fenomeno si è aggravato a causa degli effetti dei cambiamenti climatici, che costringono molte famiglie a ricorrere ai matrimoni precoci per sopravvivere alla povertà.

In Bangladesh il fenomeno dei matrimoni precoci è diffuso e spesso radicato nella cultura delle famiglie. È soprattutto nelle realtà rurali, quelle più povere e devastate dai cataclismi naturali, che il matrimonio sembra essere l’unica soluzione per risolvere i problemi economici di una famiglia ed è considerato dai genitori una forma di protezione per le proprie figlie. Non c’è spazio per la scuola: l’istruzione, soprattutto quella femminile, è considerata superflua perché le famiglie ritengono più utile un buon matrimonio.

 

Il matrimonio precoce è una violazione dei diritti umani e segna in maniera indelebile la vita delle bambine poiché compromette il loro sviluppo e la loro salute. Le conseguenze dei matrimoni infantili si manifestano sulla pelle delle bambine: infatti le spose minorenni hanno un alto rischio di morte per parto o sono maggiormente soggette a complicazioni durante la gravidanza.

 

A favorire il dilagare di questo fenomeno i continui disastri naturali che colpiscono di frequente il paese. Il Bangladesh, infatti, è uno delle zone al mondo più vulnerabili a inondazioni, frane e cambiamenti climatici. Questi ogni anno lasciano dietro distruzione e morte. Le famiglie perdono tutto: la casa, il terreno, ogni fonte di sostentamento. Basti pensare che ogni anno tra 50 mila e 200 mila persone in Bangladesh sono costrette ad emigrare a causa dell’erosione degli argini dei fiumi. Il matrimonio di una figlia può essere per loro la soluzione per sopravvivere alla disgrazia. L’aumento dei matrimoni infantili risulta così strettamente legato all’influenza dei disastri naturali.

 

Abina ha 16 anni e si è rivolta a World Vision quando ha scoperto che i suoi genitori stavano programmando il suo matrimonio con un uomo più grande di lei. Sushila, sua madre, ha iniziato a partecipare insieme ad Abina al Forum dei Bambini di World Vision: “Grazie a World Vision sto venendo a conoscenza dei rischi di un matrimonio precoce per la salute e il futuro di mia figlia. Non ne ero consapevole e ora sono determinata ad annullare le nozze e investire nell’istruzione della mia bambina”.

 

World Vision ha lanciato la campagna Bride Not Before 18, per combattere la diffusione dei matrimoni precoci. Interveniamo con l’obiettivo di sensibilizzare le comunità e le famiglie affinché abbandonino questa pratica. Promuoviamo inoltre l’educazione come strumento per combattere questo fenomeno culturale. L’istruzione è infatti il mezzo più potente per combattere i matrimoni forzati. Riportare le bambine sui banchi di scuola significa rendere le donne più consapevoli del proprio ruolo sociale e garantire loro una formazione che le possa rendere indipendenti in futuro.

 

Sostenendo World Vision, potrai contribuire anche tu alla lotta contro i matrimoni precoci.

 

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Pubblicato il 28 giugno 2017