Un'azione congiunta per salvare i bambini dalla crisi alimentare

 

Attualmente, un bambino al minuto inizia a soffrire di fame, e un totale di 8 milioni di bambini vivono in Paesi colpiti dall’emergenza alimentare e rischiano la vita se non ricevono cure immediate. Per questa ragione è necessaria un’azione coordinata ed efficace per garantire centralità ai diritti e alle esigenze dei bambini nella risposta globale alla crisi in corso.

 

Il 1° settembre il gruppo Joining Forces formato delle sei principali ONG con focus sull’infanzia (World Vision, Save the Children, Child-Fund Alliance, Plan International, SOS Villaggi e Terre des Hommes) ha firmato una lettera congiunta per sollevare la questione della crisi alimentare senza precedenti che sta colpendo oltre 50 milioni di persone. Infatti, l’impatto delle guerre, della crisi climatica e degli shock economici legati alle conseguenze del COVID-19, stanno mettendo a dura prova i sistemi alimentari globali e il raggiungimento degli SDGs entro il 2030.

 

La lettera, consegnata al Direttore Generale per la Cooperazione allo Sviluppo Fabio Cassese e al Direttore dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo Luca Maestripieri, è stata accompagnata da una descrizione multisettoriale delle gravi conseguenze che la crisi sta causando, in particolare sui bambini. Inoltre, definisce sei passi concreti da poter sollevare durante la 77° Assemblea Generale delle Nazioni Unite che inizierà il 13 settembre 2022.

 

Cosa chiedono le sei principali ONG ai governi dei paesi coinvolti:

1)    Garantire finanziamenti veloci, flessibili e pluriennali necessari per proteggere la vita dei bambini, famiglie e comunità e investire nella ripresa e nella resilienza dalla crisi;

2)    Dare priorità ai bisogni dei bambini nelle risposte multisettoriali;

3)    Aumentare i finanziamenti e gli investimenti nei sistemi educativi per fornire pasti scolastici;

4)    Aumentare i finanziamenti per l'azione preventiva, la resilienza e la preparazione;

5)    Rafforzare e ampliare le misure di protezione e supporto sociale tramite programmi attenti alle esigenze dei minori;

6)    Intraprendere un'azione diplomatica per prevenire la carestia, proteggere i civili e proteggere gli operatori umanitari.

 

Qui trovi la lettera integrale.