Bambini soldato, uno studio sul reclutamento.

Si pensa sempre che i bambini vengano reclutati con la forza o con la violenza. Uno studio di World Vision International dimostra che entrare a far parte di un corpo armato non sempre avviene tramite reclutamento segreto ma i gruppi armati in cui si entra possono essere semplicemente parte della vita di tutti i giorni dei bambini poi reclutati.

Il reclutamento e l'uso di bambini soldato sono al sesto posto tra le violazioni dei diritti dei bambini secondo la legge internazionale.
Questa pratica è un affronto alla dignità, alla sicurezza e alla salute del bambino. Ed è una tragedia che colpisce profondamente e negativamente i bambini, le loro famiglie e l'intera comunità. 
Nonostante questo, ci sono almeno diciotto conflitti dal 2016 ad oggi nei quali sono combattono bambini soldato. Decine di migliaia di bambini e bambine sono attualmente utilizzati come soldati dalle forze armate e gruppi armati nel mondo. 

Si pensa sempre che i bambini vengano reclutati con la forza o con la violenza. Tuttavia, in molti casi, diversi fattori spingono i bambini ad imbracciare un'arma e raramente c'è un solo fattore che primeggia.
Chi li recluta, molto spesso, non è un'entità separata dalla comunità nella quale i bambini stessi crescono. Entrare a far parte di questi gruppi armati può essere a volte un valore sociale aggiunto, specialmente in contesti dove non c'è una presenza forte dello Stato o di servizi di prima necessità. 
I fattori sono vari, possono includere uno spostamento forzato, una separazione o la demolizione della famiglia, la mancata occupazione, la distruzione o la chiusura o la diminuzione della funzionalità delle scuole, problemi di sicurezza generale o di protezione fisica, assenza di opportunità lavorative, povertà. Uno dei fattori scatenanti potrebbe essere che i gruppi armati danno al bambino un senso di appartenenza e uno scopo che spesso, come risultato del conflitto stesso, vengono spesso a mancare a casa, a scuola, nella comunità e nelle stesse istituzioni.

Mentre i bambini sembrano unirsi alle forze armate molto più delle bambine, anche queste ultime vengono coinvolte in numeri che tendono a crescere a seconda delle località dei conflitti. I bisogni, le motivazioni e i rischi delle bambine sono chiaramente differenti da quelli dei bambini soldato. Spesso le ragazze vengono viste come “mogli” o “fidanzate” per i combattenti e questa è una prima differenza basata sul genere per le quali vengono reclutate nei gruppi armati.

La prospettiva di unirsi ad un gruppo armato viene presa molto più spesso in considerazione dai ragazzi. Le ragazze, invece, di solito si uniscono per avere quelle libertà che non avrebbero a casa.  
Le famiglie svolgono un ruolo importante nel mantenere i bambini al sicuro dal reclutamento ma sono anche spesso coinvolti nello spingere i bambini a aderire. In molti paesi come la Colombia non si parla di ragazze e ragazzi reclutati da bambini, ma più giovani adulti che stanno diventando indipendenti e che esercitano una volontà. La realtà è che le concezioni di infanzia e età adulta sono definiti contestualmente; questo cambia l’opinione sui comportamenti appropriati per le due differenti età, compreso l’unirsi o no a gruppi armati. La letteratura sulle strategie di prevenzione è debole, specialmente per quanto riguarda le strategie utilizzate dalle famiglie e dalle comunità per ostacolare attori esterni. Forse i meccanismi di prevenzione più visibili sono le piccole organizzazioni basate sulla comunità che forniscono servizi a famiglie e bambini stessi.

La chiesa emerge come una delle poche e funzionali strutture in queste comunità e viene spesso citata come risorsa per scoraggiare i bambini ad unirsi ai gruppi armati
Gli sforzi di prevenzione più di successo a livello di comunità sono quelli che ruotano intorno a costruire a questi bambini un ambiente sicuro e solidale a casa.